Riccardo Canaletti


L’iride nel pomeriggio
contro un terrazzo
e l’ombrellone, il grande fiore
bianco della nostra
prima estate.

È come nascere
rivivere l’infanzia
in un campo d’oratorio
la merenda, la scarna
preghiera e il rapido
tornare a rete.

Ora so dov’eri
nel suono delle campane
nel cerchio d’ombra
di una quercia dove sedevo
a guardare la partita.

Verso la foce (Interno Libri Edizioni, 2024)

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Sara Bini


Ballata di una stella

Torre di Controllo a Maggiore Tom, il tuo circuito si è spento, c’è qualcosa che non va…Riesci a sentirmi, Maggiore Tom?-Ground Control to Major Tom, your circuit’s dead, there’s so-mething wrong…Can you hear me, Major Tom?
David Bowie, Space Oddity

Sul mio tallone d’Achille
ho edificato una vita intera
Niente, come la coppia,
può farti sentire così sola

Sulla ferita più infetta
ho imbastito la mia storia
Niente, come l’amore,
può farti stare così male

Ma ora attraverso
incandescente
la fotosfera

Ora divento
reazione
nucleare

Macchia
solare

Cristalli (Interno Libri Edizioni, 2024)

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Mauro Liggi

Scavo con le palpebre
nella terra umida
sciolgo il perdono.

Allatto un germoglio
di pianto
le mani a coppa.

Calati pure tu
sotterra ora
anche ciò
che è vita

la mia inquietudine
vuole farsi albero.
Alla terra i miei occhi.

Alla terra i miei occhi (Interno Libri Edizioni, 2024)

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Laura D’Angelo

Stanchezze

Stanchezze, amiche, sorelle
mute compagne di giornate
gemelle, tutte uguali, in serie
in fila per uno, in fila per sei
stanchezze datemi un segno
che non sia magnesio o potassio,
datemi un segno che sia
un sogno, una svolta,
un nuovo passo.

Stanchezze, amiche, sorelle
compagne di nome e di fatto,
di stress, nervosismi, isterismi
pianti con il cuscino in braccio
a sciogliere un laccio,
un laccio sul cuore, di ali
gelate, stanchezze, nemiche,
siete i voli più belli
di ali spezzate.

Stanchezze, amiche, verità,
insonnie, rughe, saggezze
compagne di parole non dette,
di strade vissute, pensate,
urlate, raccontate al telefono,
ad una nuvola, al mare,

ad uno sguardo che sorride
per non farti invecchiare.

Cuore puro (Interno Libri Edizioni, 2024)

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Federico Morando

per Anna

I.

Sto nel rovescio del tempo
a sgranare un salmo, quell’orlo di organza
in cui celavi la marea – la salvezza
è l’ultima domenica di neve,
il tuo corpo lieve di pane scongelato,
l’idea minima di attesa
per cui annegavi un fiore nella mollica:
quel tuo amore breve di formica.

L’amore esausto (Interno Libri Edizioni, 2024)

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Alessandro Franci


Sono in attesa che finisca tutto
che i nomi siano scordati nel lutto dei loro addii.
L’oggi ha il suo vagito
nell’alba d’aria pura
con l’indaco sui tetti
tra scheletri di antenne
e sembrano scordati nel tumulto di amnesie
le insonnie sfinite le parole dette
sopra la città stupita ancora crettata di fari.

Debutto nell’oblio (Interno Libri Edizioni, 2024)

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7ª poesia più letta del 2023

di Giuseppina Biondo

Io voglio poter dire: esci
la lingua dalla bocca, sali
le valigie e tutte le borse, scendi
la pasta o il cane. Tutti quei verbi intransitivi,
che a voi suonano male,
usarli in maniera transitiva.
A me sembra normale uscire qualcosa dal frigo,
suona bene, vedo il gesto corretto.
Mannaggia, mia lingua, che sei di tutt* e di nessun*.

Lingua di mezzo (Interno Libri Edizioni, 2023)

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Poesia pubblicata il 3 febbraio 2023

Guido Gozzano

Acherontia Atropos

D’estate, in un sentiero di campagna,
v’occorse certo d’incontrare un bruco
enorme e glabro, verde e giallo, ornato
di sette zone oblique turchiniccie.
Il bruco errava in cerca della terra
dove affondare e trasmutarsi in ninfa;
e dalla gaia larva, a smalti chiari,
nasceva nell’autunno la più tetra
delle farfalle: l’Acherontia Atropos.

Certo vi è nota questa cupa sfinge
favoleggiata, dal massiccio addome,
dal corsaletto folto, con impresso
in giallo d’ocra il segno spaventoso.

Natura, che dispensa alle Dïurne
i colori dei fiori e delle gemme,
Natura volle l’Acherontia Atropos
simbolo della Notte e della Morte,
messaggiera del Buio e del Mistero,
e la segnò con la divisa fosca
e d’un sinistro canto. L’entomologo
tuttora indaga come l’Acherontia
si lagni. Disse alcuno, col vibrare
dei tarsi. Ma non è. Mozzato ho i tarsi
all’Acherontia e s’è lagnata ancora.
Parve ad altri col fremito dei palpi.
Io cementai di mastice la bocca
all’Acherontia e s’è librata ancora
per la mia stanza, ha proseguito ancora
più furibondo il grido d’oltretomba;
grido che pare giungere da un’anima
penante che preceda la farfalla,
misterïoso lagno che riempie
uomini e bestie d’un ignoto orrore:
ho veduto il mio cane temerario
abbiosciarsi tremando foglia a foglia,
rifiutarsi d’entrare nella stanza
dov’era l’Acherontia lamentosa.

L’apicultore sa che questo lagno
imita il lagno dell’ape regina
quando è furente contro le rivali
e concede alla sfinge d’aggirarsi
pei favi, sazïandosi di miele.
L’operaie non pungono l’intrusa,
si dispongono in cerchio al suo passaggio,
con l’ali chine e con l’addome alzato,
l’atteggiamento mite e riverente
detto «la rosa» dall’apicultore.
E la nemica dell’apicultore
col triste canto incanta l’alveare.

All’alba solo, quando l’Acherontia
intorpidita e sazia tace e dorme,
l’operaie decretano la morte.
Depone ognuna sopra l’assopita
un granello di propoli, il cemento
resinoso che tolgono alle gemme.
E la nemica è rivestita in breve
d’una guaina e non ha più risveglio.
L’apicultore trova ad ogni autunno,
tra i favi, questi grandi mausolei.

Farfalla strana, figlia della Notte,
sorella della nottola e del gufo,
opra non di Natura, ma di dèmoni,
evocata con filtri e segni e cabale
dalle profondità d’una caverna!

Bimbo, ricordo, per le mie raccolte,
sempre immolai con trepidanza questa
cupa farfalla, quasi nel terrore
di suscitare con la fosca vittima
l’ira d’una potenza tenebrosa.
E anche perché l’Atropo mi parla
di cose rare, dell’antiche ville.
Sul canterano dell’Impero, sotto
la campana di vetro che racchiude
le madrepore rare e le conchiglie,
sta quasi sempre l’Acherontia Atropos
depostavi da un nonno giovinetto.

L’Acherontia frequenta le campagne,
i giardini degli uomini, le ville;
di giorno giace contro i muri e i tronchi,
nei corridoi più cupi, nei solai
più desolati, sotto le grondaie,
dorme con l’ali ripiegate a tetto.
E n’esce a sera. Nelle sere illuni
fredde stellate di settembre, quando
il crepuscolo già cede alla notte
e le farfalle della luce sono
scomparse, l’Acherontia lamentosa
si libra solitaria nelle tenebre
tra i camerops, le tuje, sulle ajole
dove dianzi scherzavano i fanciulli,
le Vanesse, le Arginnidi, i Papilî.
L’Acherontia s’aggira: il pipistrello
l’evita con un guizzo repentino.
L’Acherontia s’aggira. Alto è il silenzio
comentato, non rotto, dalle strigi,
dallo stridio monotono dei grilli.
La villa è immersa nella notte. Solo
spiccano le finestre della sala
da pranzo dove la famiglia cena.
L’Acherontia s’appressa esita spia
numera i commensali ad uno ad uno,
sibila un nome, cozza contro i vetri
tre quattro volte come nocca ossuta.
La giovinetta più pallida s’alza
con un sussulto, come ad un richiamo.
«Chi c’è?» Socchiude la finestra, esplora
il giardino invisibile, protende
il capo d’oro nella notte illune.
«Chi c’è? Chi c’è?» «Non c’è nessuno. Mamma!»
Richiude i vetri, con un primo brivido,
risiede a mensa, tra le sue sorelle.
Ma già s’ode il garrito dei fanciulli
giubilante per l’ospite improvvisa,
per l’ospite guizzata non veduta.
Intorno al lume turbina ronzando
la cupa messaggiera funeraria.

Le farfalle (Interno Libri Edizioni, 2023), a cura di G. Grattacaso

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Giuseppe Ferrara


Carpe locum

Ho detto che resterò qui ad amarti
e non che t’amerò per sempre
perché al tempo preferisco lo spazio,
cogliere un posto invece dell’attimo.
Non tanto dunque quanto durerà,
ma dove e come ti sarò vicino:
è più confacente a ingannare il tempo.

Vertrebe sacrali (Interno Libri Edizioni, 2023)

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Valentina Furlotti

Ph. g&m

Assorbo la tua assenza
come gli oggetti della casa.
Sei partito e li hai lasciati
senza tue notizie. Nulla sanno
i muri, l’accappatoio; l’abat-jour
scherma fantasmi e il latte
attende rancido in frigo.
Per incuria una noce
si spacca nel petto. Nella madia,
indifferenti, le tarme alimentari.

Fosforescenze (Interno Libri Edizioni, 2023)

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