Sergej Zav’jalov

Sergej Zav'jalov

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il giovane comunista-invalido della grande guerra patriottica con il libro di Nikolaj Ostrovskij

D.D. Šostakovič, op. 81.
E.A. Dolmatovskij. Il canto delle foreste.

1.

Vedo la casa della mia infanzia
(il cortile-pozzo, i tetti che vanno lontano).
Vedo il tram americano
(rumoreggia, voltando dal ponte sul lungofiume).
Vedo il vapore dall’enorme ruota della locomotiva
(mi portano in campagna).
Vedo il fumo nero sulle ciminiere delle fabbriche al di là del fiume.

La mia vita ora si svolge sulle linee di combattimento.
Ci sono motivi per cui vivere,
ma le forze fisiche sono ridotte a una briciola.

Vedo le legnaie nel secondo cortile
(il luogo preferito dei giochi d’infanzia).
Vedo il camion-cisterna del cherosene
(l’autista suona la tromba, accorrono le massaie).
Vedo il banco di scuola col coperchio scricchiolante
(il pavimento è spalmato di mastice rosso).
Vedo i trombettieri dell’orchestra scolastica
(la rieducazione dei vandali).

Ma ce la farò, non sarò io, se non chiederò alla vita un altro anno
per terminare tutti i miei doveri verso il partito.

Vedo Kirov sul palco festoso,
Vedo le bandiere sulla piazza Urickij,
Vedo come la mamma mi aggiusta la giacchetta,
e papà fuma una sigaretta,
Vedo così bene tutto questo.

Senza la tessera del ferreo partito bolscevico la vita è fosca.

CON LA VITTORIA SI È CONCLUSA LA GUERRA,
HA SOSPIRATO GIOIA IL PAESE,
È GIUNTA LA PRIMAVERA VITTORIOSA.
UN SALUTO A SALVE È FIORITO SULLA PATRIA.

AL CREMLINO COME ALBA È LUCCICATO IL MATTINO,
IL GRANDE CONDOTTIERO IN SAGGE RIFLESSIONI
SI È ACCOSTATO A UN’ENORME CARTA.

LÌ DAL VOLGA FINO AL BUG,
E DA NORD FINO A SUD,
DOVE SONO PASSATE LE SCHIERE VITTORIOSE,
S’ERGONO BANDIERINE ROSSE.

 

Il digiuno natalizio (Fermenti, 2016), trad. it. P. Galvagni