Giovanna Rosadini

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L’approdo

Per P.

C’è una strana quiete
mentre mangiamo pollo e arance –
nella casa vuota il silenzio
è una presenza lieve.
Mi guardo le mani separare
gli spicchi mentre siedi,
assorto e complice, sotto
la mensola delle spezie.
Il mondo è sibilato fuori
come l’ossigeno residuo in una navicella
spaziale, siamo quasi in apnea,
irreali quanto la propria voce ascoltata
in registrazione, o un corpo
sospeso in assenza di gravità.
Uno spigolo di luce nella stanza
che ci ha avuti, le ombre dei gesti
compiuti come un’eco nell’aria,
nella penombra del pomeriggio
che svapora lento.

 

© Inedito da Fioriture capovolte

© Foto di Dino Ignani

Giovanna Rosadini

giovanna rosadini

 

Nulla, non deve fare nulla. Lasciare
al mondo l’iniziativa. Scivolarsi
nel giorno come nel sonno. Incolume
perché slegata e senza peso, senza
intendimento. L’aria entra senza sforzo,
la sfoglia, la spoglia. Luce che penetra
l’ombra. Ramo che si allunga.
Gestazione silenziosa della gemma.

 

© Inedito da Fioriture capovolte

Foto di Dino Ignani

Giovanna Rosadini

giovanna rosadini

 

Randagi esposti al cielo e alle intemperie,
la sera il crepuscolo ci stinge al suo colore
e il giorno ci risveglia al suo sapore, febbre,
contagio che ci ha presi, se prima eravamo illesi
ora siamo sostanza cariata dall’arsura,
smangiati oltremisura e mai arresi,
mai, per quanto il coagulo indurisca e pesi
nella carne e spiombi giù la mente, niente
dilegua, niente. Eppure, il desiderio, risolleva.

 

© Inedito di Giovanna Rosadini da Fioriture capovolte

Foto di Dino Ignani

Giovanna Rosadini

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Come un quadro senza dedica

Non si dovrebbe dire, non è bello da dire,
ma oggi pensando al suo amore
non ritrovavo le ragioni del cuore –
smarrite nel mio stesso smarrimento,
bianca radice cresciuta nell’impasto
d’ombra di un esilio, viva creatura
che non conosce luce, inerme e cieca –
forse sanguinerà nel sole estivo, divelta
alla sua terra, oppure sbiadirà
fino a dissolversi in un alito d’aria,
lei stessa bastoncino d’incenso combusto
sull’altare di una memoria che non si
precisa, ma acuta, presente, intrusiva.
O magari prenderà una forma, sarà
la vela che taglia il mare in diagonale
il ritmo che muove le colline sotto il sole
o il sorriso dei figli per la fine della scuola.

 

© Inedito di Giovanna Rosadini da Fioriture Capovolte