Chandra Livia Candiani


Siamo nuvole
i nomi complicano la tessitura
ma siamo nuvole,
notturne mattiniere
dipende,
oltraggiose spaurite
candide sprezzanti,
cavalieri e cavalcature
bastimenti e animali
siamo pronte
a dissolverci con fierezza
in quel tutto pacatissimo
del cielo ultimo
che ci affida il mondo.
Siamo nuvole
cambiamo vita di frequente
lì, sopra il disordine della realtà
il fondo
sereno delle cose,
la pioggia
la sete.

 

Fatti vivo (Einaudi, 2017)

 

Post originale del 1 giugno
5poesia più letta del 2017

Michele Mari


Ti ho amata sempre nel silenzio
contando sull’ingombro
di quell’amore
e di quel silenzio
ed anche quando poi ci siamo scritti
la profilassi guidava la mia mano
perché ogni senso
fosse soltanto negli spazi bianchi
e nondimeno mi sentivo osceno
come se la più ermetica allusione
grondasse la bava del questuante.

Mai in ogni caso dubitai
che tu sapessi
finché scoprimmo insieme
di esser vissuti vent’anni nell’errore
tu ignorando
io presumendo
e allora in un punto è stato chiaro
che solo al muto
il battito del cuore
è rimbombante

 

Cento poesie d’amore a Ladyhawke (Einaudi, 2007)

 

Post originale dell’8 agosto
8poesia più letta del 2017

Mariangela Gualtieri


Sento il tuo disordine
e lo comparo al mio. C’è
somiglianza. C’è lo stesso slabbro
di ferite identiche. C’è tutta la voglia
di un passo largo in una terra
sgombra che non troviamo.
Sento il tuo respiro schiacciato
lo sento somigliante
ti sento piano morire
come me che non controllo
l’accensione del sangue.

Anch’io cerco una libertà che mi
sbandieri, una falcata
perfetta, uno stacco d’uccello
dal suo ramo, quando si butta
improvviso e poi plana.

 

Senza polvere senza peso (Einaudi, 2006)

Post originale del 5 dicembre 2014
Poesia italiana più letta

Shu Ting

Il muro

Non ho modo di resistere al muro
ho solo il desiderio di resistergli.

Cosa sono io?
Lui cos’è? Forse è lui
la mia pelle che pian piano invecchia
insensibile alla pioggia e al vento
come insensibile al profumo dei fiori,
o forse anche,
io sono solo un ciuffo di piantaggine
che decora le sue crepe fangose,
io sono il caso, lui la necessità.

Di notte, il muro si anima,
stende i suoi molli tentacoli,
mi stringe, mi soffoca,
mi adegua a ogni forma.
Spaventata corro in strada,
e scopro che lo stesso incubo
è legato al tallone d’ogni uomo.
Sguardi orribili,
muri di ghiaccio.
Ah, ho capito,
ciò cui devo resistere anzitutto è:
un compromesso col muro,
e l’insicurezza di fronte a questo mondo.

 

 

Nuovi poeti cinesi (Einaudi, 1996), trad. it. C. Pozzana, A. Russo

Giovanna Rosadini


Infanzia

I.

Un tempo la vita era larga e non si sottraeva,
nella città luminosa, spolverata dall’aria leggera –
viva del mare sospeso nell’intaglio del golfo,
scampoli di blu tramati ad ogni scorcio

E le strade prendevano per mano, portavano
lontano – l’approdo era sicuro, la nonna il parco
il Lido, mai un muro, le cose avevano
un nome solo, nessun agguato ci attendeva al varco…

 

© Inedito da “Fioriture capovolte”, di prossima uscita Einaudi

© Foto di Dino Ignani

Álvaro Mutis


La notte della caserma fredda e solitaria
vigila i suoi figli prodigiosi.
La sabbia dei cortili vortica
e scompare nel fondo del cielo.
Nella sua stanza il Capitano recita le preghiere
e dimentica le antiche colpe,
mentre il cane piscia
contro la pelle tesa dei tamburi.
Nell’armeria una rondine vigila
insonne le baionette oliate.
I vecchi ussari resuscitano per combattere
il bagliore dorato del giorno.
Una pioggia benefica rinfresca il volto
della sentinella assiderata che fa la ronda.
La chiocciola della guerra prosegue il suo interminabile ninnare.

 

Summa di Maqroll il Gabbiere (Einaudi, 1993), a cura di F. R. Amaya

Angelo Maria Ripellino

Vorrei che tu fossi felice, cipollina, vorrei
che tu non conoscessi il cane nero della sventura,
quando sarai uscito dal blu dell’infanzia.
Vorrei che tu non debba portare bazooka,
che tu non debba tremare nel folto di un bombardamento,
che tu non debba pagare per le mie colpe
né vergognarti di me, del mio cicaleggio
e dei miei vani versi e della mia professura.
Vorrei che tu non fossi mai gramo o malato
o maldestro come Scardanelli,
vorrei vivere nella tua voce, nei tuoi gesti, nei tuoi occhi,
anche quando mi avrai dimenticato.

 


Notizie dal diluvio
(Einaudi, 1969)

Patti Smith


preghiera

con le calze di nylon o scalza
stracolma d’orgoglio o curva come l’amore
ramoscello o ballerina al vento
lo stesso vento ma fetido di porci
polline che dà la tosse o rosa
fantastica crudele diversa da tutto

fare a meno dell’apparecchiatura
da sala operatoria
essere immune da ogni danno fisico
conoscere l’amore senza eccezione
essere santa in qualsiasi forma

 

*

 

prayer

stocking feet or barefoot
immensely proud or bent like love
twig scaffold
gravedigger or dancer in wind
the same wind yet stinking of pigs
roses or the pollen which makes one cough
cruel fantastic unlike anything else

to have no need for the apparatus
of the operating room
to be safe from bodily harm
to know love without exception
to be a saint in any form

 

Il sogno di Rimbaud (Einaudi, 1994), trad. it. Massimo Bocchiola

Mark Haddon


Una Rough Guide

Sii educato alla reception.
Non tutti i coltelli sono nel museo.
Le cameriere sanno che un bravo ragazzo
è fatto nello stesso modo di una sdraio.
Paga la birra e spedisci fiori.
Presentati come Richard.
Non fare riferimento a quello che qualcuno ha fatto
in un momento particolare del passato.
Ricorda, ogni venerdì eravamo soliti
fare una passeggiata. Io passeggiavo. Tu passeggiavi.
Tutto nel passato è irregolare.
Questa bistecca è molto buona. Siediti.
Non c’è vino, ma gelato.
Mangia lentamente. Ho molti fiammiferi.

 

Il cavallo parlante e la ragazza triste e il villaggio sotto il mare (Einaudi, 2005) trad. it. Elisa Biagini