Jamie McKendrick

jamie

 

Margine

Alcuni giocavano a pallavolo usando reti di pescatori;
altri bevevano lattine di Peroni; altri ancora battevano
l’interno in cerca di selci e fonti d’acqua limpida.

Andavo vagando per la riva in direzione del porto
e del cieco faro di Palinuro,
e trovai un delfino che si rovesciava sull’orlo della marea

ottusamente, la pelle a logorarsi sulle pietre appuntite;
poi il filamentoso, accoltellato respiro affannoso del timoniere
fece ritorno dalle ombre e una luce appiccò

il fuoco attraverso la muta laringe della roccia
a Cuma – la pazza che canticchiava solo per calmarlo:
quel luogo crudele porterà per sempre il tuo nome.

 
Chiodi di cielo (Donzelli, 2003), trad. it. L. Guernieri

Karen Press

Karen-Press

 

Lui la cerca

Quando tutti se ne furono andati, lui ritornò sul posto,
s’inginocchiò sulla sabbia, e prese a scavare
per tirarla fuori.

Scavo più profondo della vanga di un becchino,
dentro la sabbia viva fino alle ascelle,
ma solo piccoli granchi bianchi gli corsero tra le dita.

Andò avanti, scavando con le mani
per quanto è lunga la laguna, piangendola,
spaccando la terra a pezzi.

Lei gli sfiora l’orecchio col respiro, lo chiama:
alza gli occhi, alza gli occhi. Sto volando sulla scia
delle ali dell’acchiappamiele dal petto smeraldino,
guarda in alto, amore mio, sono subito fuggita.

Lui non sentì nulla, scavandosi nel cuore:
lei aspetta che lui alzi gli occhi.
Questo è il tuo pezzo di mondo

Questo è il tuo pezzo di mondo
dolore di cane, dolore di gatto, pioggia su una finestra chiusa
e una fame uggiolante che ti cresce dentro
e non ti lascia.

È qui che soffre il tuo cuore
da persona normale, è qui che scopri
che il mondo si fa grigio quando ci sei catapultato dentro,
e che ogni giorno di nuovo devi andare al tuo funerale.

Ogni tanto questo ti tocca,
questa mancanza, questo implorare qualcosa
e sentire dire “no”.

Ogni tanto devi uscire nella gelida notte,
emettere suoni privi di ritmo
e sdraiarti in mezzo a loro, come una persona vera
senza riparo.

 

Pietre per le mie tasche (Donzelli, 2012), trad. it. Paola Splendore

Zbigniew Herbert

Zbigniew Herbert

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

non ho potuto scegliere
niente nella vita
secondo la mia volontà
il mio sapere
le buone intenzioni

né una professione
un rifugio nella storia
un sistema che spiegasse tutto
né tante altre cose
perciò ho scelto i luoghi
tanti luoghi di sosta
– tende
– locande sulla strada
– asili per senzatetto
– foresterie
– notti sub Iove
– celle di conviventi
– pensioni in riva al mare

i veicoli
come tappeti volanti
di una fiaba orientale
mi trasportavano
da un luogo all’altro
assonnato
estasiato
tortmentato dalla bellezza del mondo

 

Poeti della malinconia (Donzelli, 2001)

Philip Larkin

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La casa è così triste

La casa è così triste. Resta come fu lasciata,
Adattata ai bisogni di chi per ultimo partì,
Come volesse richiamarlo. Invece, senza
Qualcuno a cui piacere, appassisce
E non ha cuore di scordarsi il furto,

Di tornare come al suo principio,
Tiro gioioso alla vita che vorremmo,
Caduto fuori centro. Guarda com’era:
Osserva le foto e le posate;
La musica nel panchetto del piano. Quel vaso.

 

da Poeti della malinconia (Donzelli, 2001)

Antonella Anedda

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Non esiste innocenza in questa lingua
ascolta come si spezzano i discorsi
come anche qui sia guerra
diversa guerra
ma guerra – in un tempo assetato.
Per questo scrivo con riluttanza
con pochi sterpi di frase
stretti a una lingua usuale
quella di cui dispongo per chiamare
laggiù perfino il buio
che scuote le campane.

 

Notti di pace occidentale (Donzelli, 1992)