Dario Bellezza

bellezza ignani

Scaricato alla stazione di Martina Franca
fra trulli autunnali e polverosi fichi d’India
riversi sul suolo arso di mia Puglia materna –
abbandonato alle fredde rotaie di un treno per Bari
livido di una rabbia mattutina
ho pregato il Dio feroce degli esuli

L’esilio comincia dove finisce la terra
sacra degli amanti perpetui oltre la morte
dove il cuore impazzito sale le scale della sorte

Dio della velocità ferma dell’attimo fuggente
rapiscimi in una notte senza fondo
dove l’addio consumato fra pallide lenzuola
nasconda l’ulteriore figlio sconsacrato.

 

Tutte le poesie (Mondadori, 2015)

© Foto di Dino Ignani

Dario Bellezza

Bellezza_Dario

 

Ho paura. Lo ripeto a me stesso
invano. Questa non è poesia né testamento.
Ho paura di morire. Di fronte a questo
che vale cercare le parole per dirlo
meglio. La paura resta, lo stesso.

Ho paura. Paura di Morire. Paura
di non scriverlo perché dopo, il dopo
è più orrendo e instabile del resto.
Dover prendere atto di questo:
che si è corpo e si muore.

 

Morte segreta (Garzanti, 1976)