Sergej Georgievič Stratanovskij


Dio è nelle cose di ogni giorno:
nei magazzini d’ortofrutta, nelle fabbriche
nel caos degli incontri calcistici
nel boccale di birra di un chiosco
Nella noia, nelle lacrime scorate
nelle lettere di un’offesa amorosa
nei recessi delle querce bibliche
nel tremito della carne esangue di paura
l’umile colcosiano osserva
la Sua tenda di tessuto fine
nello studio ha impastato i Suoi colori
un pittore dalla vista acuta
chi è Costui? Un Padre dai tanti volti
dentro occhiute cattedrali
o un bambino che gioca
con una nuova stella del mattino?

 

Buio Diurno (Einaudi, 2009), a cura di A. Niero

Sergej Stratanovskij

Segej Stratanovskij

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un film-denuncia
Sull’olocausto ad Auschwitz
viene interrotto da un inserto pubblicitario
Sugli ultimissimi prodotti di cosmetica
dalla collezione di una bella dello schermo.
Nell’area della morte
irrompe lo sfizio mondano.

Che cosa annovera la collezione?
Acque di colonia per il collo,
Hennè per i capelli di Lorelei,
cipria per le guance di Margherita
E flaconcini di smalto,
e cofanetti di cenere postuma,
Cenere delle ossa di Sulamith.

 

Buio diurno (Einaudi, 2009), a cura di A. Niero