Interno Poesia a Più libri più liberi

Care lettrici e cari lettori,
dal 4 all’8 dicembre vi aspettiamo a “Più libri più liberi”, la fiera della piccola e media editoria, al Centro Congressi “La Nuvola” di Roma, con il nostro catalogo, le novità editoriali, le magliette e le borse di Interno Poesia, le autrici e gli autori della casa editrice.

Dove trovarci? Stand D01

Domenica 5 dicembre, ore 17:30 – Sala Giove, presenteremo “Cuore” di Beppe Salvia con Sabrina Stroppa e Arnaldo Colasanti. Link: plpl.it/event/cuore

A presto, dal vivo ❤️

Elizabeth Bishop

elizabeth-bishop1

One Art

The art of losing isn’t hard to master;
so many things seem filled with the intent
to be lost that their loss is no disaster.

Lose something every day. Accept the fluster
of lost door keys, the hour badly spent.
The art of losing isn’t hard to master.

Then practice losing farther, losing faster:
places, and names, and where it was you meant
to travel. None of these will bring disaster.

I lost my mother’s watch. And look! my last, or
next-to-last, of three loved houses went.
The art of losing isn’t hard to master.

I lost two cities, lovely ones. And, vaster,
Some realms I owed, two rivers, a continent.
I miss them, but it wasn’t a disaster.

— Even losing you (the joking voice, a gesture
I love) I shan’t have lied. It’s evident
the art of losing isn’t hard to master
though it may look like (Write it!) like disaster.

From: The Complete Poems 1926-1979.
Copyright © 1979, 1983 by Alice Helen Methfessel.

 

*

 

Un’arte sola

L’arte di perdere s’impara facilmente:
tante cose si sforzano d’andar perdute,
che la perdita non è un grave incidente.

Perdi una cosa al giorno. Apri all’inconveniente
delle chiavi smarrite, delle ore sprecate.
L’arte di perdere s’impara facilmente.

Prova a perdere di più, e più velocemente:
luoghi, e nomi, e destinazioni stabilite
per un viaggio. Non ne verrà un grave incidente.

Ho perso l’orologio di mia madre e – gente! –
l’ultima, o quasi, di tre case molto amate.
L’arte di perdere s’impara facilmente.

Ho perso due care città, e un continente;
due fiumi, reami vasti e certe mie tenute.
Mi mancano, però non è un grave incidente.

— Anche se perdo te (la voce tua ridente,
un gesto che amo), è chiaro, non farò smentite:
l’arte di perdere s’impara facilmente,
ma pare un grave (Scrivilo!) grave incidente.

 

© Versione italiana di Simone Pagliai

Simon Armitage

simon-armitage

 

You’re Beautiful

because you’re classically trained.
I’m ugly because I associate piano wire with strangulation.

You’re beautiful because you stop to read the cards in newsagents’ windows about lost cats and missing dogs.
I’m ugly because of what I did to that jellyfish with a lolly-stick and a big stone.

You’re beautiful because for you, politeness is instinctive, not a marketing campaign.
I’m ugly because desperation is impossible to hide.

Ugly like he is,
Beautiful like hers,
Beautiful like Venus,
Ugly like his,
Beautiful like she is,
Ugly like Mars.

You’re beautiful because you believe in coincidence and the power of thought.
I’m ugly because I proved God to be a mathematical impossibility.

You’re beautiful because you prefer home-made soup to the packet stuff.
I’m ugly because once, at a dinner party, I defended the aristocracy and wasn’t even drunk.

You’re beautiful because you can’t work the remote control.
I’m ugly because of satellite television and twenty-four-hour rolling news.

Ugly like he is,
Beautiful like hers,
Beautiful like Venus,
Ugly like his,
Beautiful like she is,
Ugly like Mars.

You’re beautiful because you cry at weddings as well as funerals.
I’m ugly because I think of children as another species from a different world.

You’re beautiful because you look great in any colour including red.
I’m ugly because I think shopping is strictly for the acquisition of material goods.

You’re beautiful because when you were born, undiscovered planets lined up to peep over the rim of your cradle and lay gifts of gravity and light at your miniature feet.
I’m ugly for saying ‘love at first sight’ is another form of mistaken identity,
and that the most human of all responses is to gloat.

Ugly like he is,
Beautiful like hers,
Beautiful like Venus,
Ugly like his,
Beautiful like she is,
Ugly like Mars.

You’re beautiful because you’ve never seen the inside of a car-wash.
I’m ugly because I always ask for a receipt.

You’re beautiful for sending a box of shoes to the third world.
I’m ugly because I remember the telephone of ex-girlfriends
and the year Schubert was born.

You’re beautiful because you sponsored a parrot in a zoo.
I’m ugly because when I sigh it’s like the slow collapse of a circus tent.

Ugly like he is,
Beautiful like hers,
Beautiful like Venus,
Ugly like his,
Beautiful like she is,
Ugly like Mars.

You’re beautiful because you can point at a man in a uniform and laugh.
I’m ugly because I was a police informer in a previous life.

You’re beautiful because you drink a litre of water and eat three pieces of fruit a day.
I’m ugly for taking the line that a meal without meat is a beautiful woman with one eye.

You’re beautiful because you don’t see love as a competition and you know how to lose.
I’m ugly because I kissed the FA Cup and then held it up to the crowd.

You’re beautiful because of a single buttercup in the top buttonhole of your cardigan.
I’m ugly because I said the World’s Strongest Woman was a muscleman in a dress.

You’re beautiful because you couldn’t live in a lighthouse.
I’m ugly for making hand-shadows in front of the giant bulb, so when they look up, the captains of vessels in distress see the ears of a rabbit, or the eye of a fox, or the legs of a galloping black horse.

Ugly like he is,
Beautiful like hers,
Beautiful like Venus,
Ugly like his,
Beautiful like she is,
Ugly like Mars.

Ugly like he is,
Beautiful like hers,
Beautiful like Venus,
Ugly like his,
Beautiful like she is,
Ugly like Mars.

 

*

 

Tu sei bella

perché hai avuto un’istruzione classica.
Io sono brutto perché associo le corde del pianoforte allo strangolamento.

Tu sei bella perché ti fermi a leggere gli avvisi nelle vetrine dei giornalai, di cani persi e gatti scomparsi.
Io sono brutto per quello che ho fatto a quella medusa con uno stecco di leccalecca e una grossa pietra.

Tu sei bella perché per te il garbo è istintivo, non una campagna di marketing.
Io sono brutto perché la disperazione non si può nascondere.

Brutto come è lui,
bella come il di lei
bella come Venere,
brutto come il di lui,
bella come è lei,
brutto come Marte.

Tu sei bella perché credi nelle coincidenze e nel potere del pensiero.
Io sono brutto perché ho dimostrato che Dio è un’impossibilità matematica.

Tu sei bella perché preferisci la minestra fatta in casa a quella che si compra.
Io sono brutto perché una volta a una cena ho difeso l’aristocrazia e non ero neanche ubriaco.

Tu sei bella perché non sai usare il telecomando.
Io sono brutto per la televisione satellitare e le notizie 24h su 24.

Brutto come è lui,
bella come il di lei
bella come Venere,
brutto come il di lui,
bella come è lei,
brutto come Marte.

Tu sei bella perché piangi ai matrimoni e anche ai funerali.
Io sono brutto perché considero i bambini un’altra specie di un mondo diverso.

Tu sei bella perché ti stanno benissimo tutti i colori rosso compreso.
Io sono brutto perché concepisco lo shopping solo per l’acquisto di beni materiali.

Tu sei bella perché alla tua nascita pianeti non scoperti hanno fatto la fila per sbirciare sopra la culla lasciando ai tuoi mini-piedini doni di gravità e luce.
Io sono brutto perché dico “amore a prima vista” è solo una forma di identità fraintesa, e che la più umana delle reazioni è gongolare.

Brutto come è lui,
bella come il di lei
bella come Venere,
brutto come il di lui,
bella come è lei,
brutto come Marte.

Tu sei bella perché non hai mai visto l’interno di un autolavaggio.
Io sono brutto perché chiedo sempre la ricevuta.
Tu sei bella perché invii una scatola di scarpe al terzo mondo.
Io sono brutto perché ricordo i numeri di telefono delle mie ex
e l’anno di nascita di Schubert.

Tu sei bella perché hai sponsorizzato un pappagallo in uno zoo.
Io sono brutto perché quando sospiro è come il lento crollo di un tendone di circo.

Brutto come è lui,
bella come il di lei
bella come Venere,
brutto come il di lui,
bella come è lei,
brutto come Marte.

Tu sei bella perché puoi indicare un uomo in divisa e ridere.
Io sono brutto perché in una vita precedente ero una talpa della polizia.

Tu sei bella perché bevi un litro d’acqua e mangi tre frutti al giorno.
Io sono brutto perché seguo il principio che un pasto senza carne è come una bella donna senza un occhio.

Tu sei bella perché non consideri l’amore una gare e sai perdere.
Io sono brutto perché ho baciato la Coppa d’Inghilterra e l’ho alzata alla folla.

Tu sei bella per un solo ranuncolo nell’asola del tuo cardigan.
Io sono brutto perché ho detto che la Donna più Forte del Mondo era un culturista travestito.

Tu sei bella perché non potresti vivere in un faro.
Io sono brutto perché faccio le ombre cinesi davanti alla lampada così quando i capitani dei natanti in difficoltà guardano vedono le orecchie di un coniglio, o l’occhio di una volpe, o le gambe di un cavallo nero al galoppo.

Brutto come è lui,
bella come il di lei
bella come Venere,
brutto come il di lui,
bella come è lei,
brutto come Marte.

Brutto come è lui,
bella come il di lei
bella come Venere,
brutto come il di lui,
bella come è lei,
brutto come Marte.

 

In cerca di vite già perse (Guanda, 2015), a cura di M. Bocchiola