Don Paterson


Rain

I love all films that start with rain:
rain, braiding a windowpane
or darkening a hung-out dress
or streaming down her upturned face;

one long thundering downpour
right through the empty script and score
before the act, before the blame,
before the lens pulls through the frame

to where the woman sits alone
beside a silent telephone
or the dress lies ruined on the grass
or the girl walks off the overpass,

and all things flow out from that source
along their fatal watercourse.
However bad or overlong
such a film can do no wrong,

so when his native twang shows through
or when the boom dips into view
or when her speech starts to betray
its adaptation from the play,

I think to when we opened cold
on a starlit gutter, running gold
with the neon of a drugstore sign,
and I’d read into its blazing line:

forget the ink, the milk, the blood—
all was washed clean with the flood
we rose up from the falling waters
the fallen rain’s own sons and daughters

and none of this, none of this matters.

 

From: Rain (Faber and Faber, 2009)

 

*

 

Pioggia

Adoro quei film che iniziano con la pioggia:
pioggia che alla vetrata s’intreccia
o che imbrunisce un vestito appeso fuori
o che cola la sua faccia rovescia;

un grande scrosciante nubifragio
giù sul copione vuoto e lo spartito
prima dell’atto, prima della censura,
prima che la lente spinga l’inquadratura

dove la donna siede sola
affianco alla cornetta muta
o al vestito fradicio sul prato
o alla ragazza sulla soprelevata,

tutte le cose zampillano da quella vena
lungo la loro fatale piena.
Per quanto brutto o interminabile
un film simile non può essere male,

così quando la voce nasale di lui traspare
o quando il microfono s’affaccia appena
o quando i discorsi di lei iniziano a tradire
il loro adattamento alla scena,

penso a quando abbiamo esordito
su una fogna stellata, al correre dorato
insieme ai neon della farmacia
e ho letto nella sua ardente scia:

dimentica l’inchiostro, il latte, il sangue –
tutto è stato pulito via dal temporale
ci rialzammo dall’acqua cadente
i figli e le figlie della pioggia scrosciante

e nessuno conta niente, niente conta.

 

© Traduzione in italiano di Riccardo Frolloni

Photo credit: SIMON PRICE/ALAMY

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