Cesarina Vighy


Per Alice che si sposa

Mia scontrosa, mia feroce colomba
qualche parola in questo giorno strano
di lacrime, di baci, di allegria,
questo giorno di nervi, di rimorsi.
La tua teatrale madre che ti teme,
che sbaglia le misure dell’amore
come ha sbagliato il suo vestito nuovo,
vuole, vorrebbe, avrebbe voluto
per una volta almeno non mancare
l’appuntamento con te, con il tuo cuore.
Ma è sempre (luogo comune, luogo di
verità) troppo presto o troppo tardi.
Accetta allora un dono di speranza:
mia selvatica rosa, sii felice.

(1994)

 

L’ultima estate e altri scritti (Fazi, 2017)

 

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