Giovanna Rosadini


“– È stato solo un bacio, Libby –”
Philip Roth, Lasciar andare

Ogni cosa ha occhi e ali in questa
notte romana che pare contenere
un annuncio, sono contagiata dalla tua
leggerezza, ma seduti a cena nella sera
estiva, al Ghetto in mio onore,
parliamo con altre voci, pur specchiandoci
nelle pupille dilatate dell’altro.
Ha fatto freddo nelle nostre vite,
e forse questa sera è una parentesi
dovuta, di una mai avuta grazia passeggera.
Non mi sorprende il tuo tocco sulla mano,
è la conferma di una domanda
che chiede assoluzione, punto di arrivo
di una rincorsa che parte da lontano.

Cuore catafratto che prova a uscirsi fuori
e non risolve lo spavento redivivo,
avremo tempo per tornare ad esser soli…

 

© Inedito da Fioriture capovolte

© Foto di Dino Ignani

6 commenti su “Giovanna Rosadini

  1. una poesia molto interessante, scritta bene, allude (e la poesia deve alludere) a trascorsi personali e storici, mi pare. Forse la sola parola stonata è “leggerezza” di cui si abusa dopo le “lezioni americane”.

    • Grazie per l’apprezzamento, in questo caso la parola “leggerezza” è riferita a una persona e ne identifica precisamente la disposizione d’animo, non vedo cosa c’entrino le “Lezioni americane“ di Calvino, dove si parla di scrittura

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