Carol Aymar Armstrong

Gifts & Bequests

on the occasion of
the welcoming of a new child

FOR
F. A. W.
and for all others newly
arrived

 

I give you
rain, the puddle-and-rainbow maker
the thirst –quencher
the mother of snow.

I give you
the sunset song of sky
echoed on the evening lake
the syncopated water-music
of the rock-tumbled brook,
the yearning downdrift of a modulation,
the dawn song of the first stirring bird,
the huge glad sound of father-laughter
and mother-singing.

I give you
the beguiling shapes of Jack-in-the-Pulpit
and Lady’s Slipper
and the secret places they grow,
the mottled cow’s slow grazing
and windrows of August hay.

I give you
the quick chipmunk, the slow turtle,
the preposterous presence of
puffin, pelican, and penguin,
delirious dolphin-play
and the songs and satisfactions
of great gray whales.

I give you
ships and steam shovels
cogs and wheels, ratchets and cams
levers and fulcrums
by which, given a place to stand,
you can move the world.
Archimedes said so.

I give you
things about which to be curious:
mirrors and magnets, cockroaches’ biological clocks,
the tunneling of the mind, the drift of continents,
the usages of words and
the creative imaginings of genius.

Of course, I give you
the still-mysterious moon
and showers of far stars,
fair nights of hushed winds
and hard nights split by lightning-storm.

And I wish you
the taste of another language on your tongue,
of sushi, pizza, and curry,
of a hundred ways to say “thank you”
and “I’m sorry”.

I also leave you
rocky hills to climb
and injustices to battle,
blues to sing
and wild catastrophes to bear,
disadvantages to overcome
and worthy things to attempt,
risks to take,
anger to tame and
prejudice to pry loose.

And I wish for you
the courage of vulnerability,
the healing of comfort,
the chance for forgiveness and
the touch of a loved hand.

In short, I give you this various earth
for your plaything,
for your life’s working, and
for your loving.

I doubt there’s a better place for it.

 

From: Gifts & Bequests. Wells, Maine: The Tatnic Press, 2004 (1996)

*

Lasciti e doni

in occasione
dell’arrivo di un nuovo bimbo

PER
F.A.W.
e tutti gli altri nuovi
arrivati

 

Ti dono
la pioggia, che crea pozzanghere e arcobaleni
placa la sete,
è mamma della neve.

Ti dono
la canzone del cielo al tramonto
il lago che la echeggia di sera,
l’acqua-musica sincopata
del ruscello rotolato dai sassi,
l’ardente cadenza di una modulazione,
il canto mattutino del primo uccello che si riscuote dal sonno,
il suono enorme contento di padre-risata
e madre-canto.

Ti dono
le accattivanti forme di piante carnivore
e le orchidee
e i luoghi segreti in cui crescono,
il lento ruminare delle vacche pezzate
e il fieno mietuto d’agosto.

Ti dono
il veloce scoiattolo, la lenta tartaruga,
l’assurda presenza di
pulcinelle di mare, pellicani e pinguini,
il delirante gioco dei delfini,
i canti e i giochi
delle grandi balene grigie.

Ti dono
navi e ruspe
ruote e ingranaggi, camme e cricchetti,
leve e fulcri
con cui, dal tuo posto,
potrai muovere il mondo.
Quantomeno, secondo Archimede.

Ti dono
cose da esplorare:
specchi e magneti, l’orologio biologico degli scarafaggi,
i cunicoli della mente, la deriva dei continenti,
l’uso delle parole e
l’immaginazione creativa del genio.

Ovviamente ti dono
La sempre misteriosa luna
e piogge di stelle lontane,
notti serene di venti silenziosi
e notti tempestose spaccate dal tuono-fulmine.

E ti auguro
in bocca il sapore di lingue straniere,
di sushi di pizza di curry,
di centomila modi per dire ‘grazie’
e ‘scusa’.

Ti lascio inoltre
colline rocciose da scalare
e ingiustizie da combattere,
blues da cantare
e incredibili catastrofi da sopportare,
svantaggi da superare
e imprese degne da tentare,
rischi da prendere,
rabbia da domare e
pregiudizi da superare.

E mi auguro per te
il coraggio della vulnerabilità,
la guarigione del conforto,
la possibilità del perdono e
il tocco di una mano amata.

In breve, ti dono questa terra varia
come tuo giocattolo,
come tuo lavoro di una vita e
come cosa da amare.

Non credo ci sia posto migliore per lei.

 

© Traduzione in italiano di Anna Aresi

2 commenti su “Carol Aymar Armstrong

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