Milo De Angelis


Eppure ci proibivamo
l’aria degli altri: anche tu
che ti dai in favore di esseri
e la tua tentazione è parola
tra le classi.
Dovevamo pagare
ancora, in cantina.
Mentre il cavo alle mani e uccidere
con la corrente nelle pupille:
l’attimo dell’offerta, se volevi, per scintillarle.
Senza imparare il presagio, affrontandoci,
il gesto meno certo. Niente
andava aggiunto
perché nemmeno un’opera
è già espiata
e le nostre mutilazioni
erano solo un inizio.
Ti sei fatto vedere, lasci
tracce, tu che rinneghi
le mosche massacrate nell’olio
per un dolore pubblico, nell’azione.
E sei lontano, ami tra i denti
una donna
che non cederà la sua salvezza.

Noi siamo la famiglia ferma
nella nascita. Noi ti chiediamo.

 

Tutte le poesie 1969-2015 (Mondadori, 2017)

2 commenti su “Milo De Angelis

  1. Un verso che mira alla perfezione, di un sapore classico, senza esasperazioni. Elementi del livello semantico che si accostano in una stratificazione che supera i limiti di una logica del consueto.

  2. Bisogna essere astronauti del pensiero,per seguire versi così potenti fatti di salite e discese vertiginose di immagini,a cavallo del tempo. Poi ogni argomento usa il suo ritmo ,da perfetto musicista qual’è!!(M.De Rosa)

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