Davide Rondoni

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Sei un amore perché sei
un racconto

e partono in te
i velieri della fine,

appaiono
un attimo sui parabrezza bagnati
i nomi di città sconosciute

i violinisti si sono addormentati
e sognano e suonano e sognano

sbagliando qualche nota ma
portano il pianto inaudito dei cristalli

custodisci i miei
respiri
lasci impronte così nascoste
che le troverà solo il demonio o l’ultimo
degli angeli prima di mettere il cappello e
spegnere la luce

co gli occhi di un ferito è entrato
travestito alla festa
chiedendo c’è da bere qualcosa
e alzava brindisi da lontano strappandoci
il cuore.

Amore che non riesce a chiudere
il ventaglio dei baci

si confonde come uno in stazione
che guarda i treni, non sa mai partire
sperduto e felice –

sei un amore e sei un racconto
che ogni notte mi dimentico

e leggo nelle nuvole che lo scrivono

inquiete nei venti contrari
rubando luce ai visi attoniti di santi dipinti
e alle bici abbandonate sui binari

tutte le morti che hai traversato e le nascite
ti porgono il braccio –

sono lo stesso momento di sempre
da quando hai alzato lo sguardo

e il tuo respiro ha reciso il mio nome dal niente

 

 

La natura del bastardo (Mondadori, 2016)

© Foto di Viviana Nicodemo

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