Sergio Zavoli

ignani

L’esercizio di stile non è sempre
le indolori, esitanti limature per cavarne
la vampa, il diapason, l’orgasmo;
la grazia di quel dono va trovata
nella franca bellezza del chiarore;
vana è l’idea che un artificio basti
per nutrire un pensiero bisognoso
del lampo che mancava al suo incendio.
Parola è la normalità che si fa rara
quando il suo poco ha l’arte di mostrare
che anche un’ombra fortifica la luce,
e metterla alla prova non vuol dire
scrivere occaso invece di tramonto.
La parola sa come prendere tempo,
non appare e dilegua tra le dita
dell’illusionista.

 

L’infinito istante (Mondadori, 2012)

© Foto di Dino Ignani

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