Billy Collins

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Advice to Writers

Even if it keeps you up all night,
wash down the walls and scrub the floor
of your study before composing a syllable.

Clean the place as if the Pope were on his way.
Spotlessness is the niece of inspiration.

The more you clean, the more brilliant
your writing will be, so do not hesitate to take
to the open fields to scour the undersides
of rocks or swab in the dark forest
upper branches, nests full of eggs.

When you find your way back home
and stow the sponges and brushes under the sink,
you will behold in the light of dawn
the immaculate altar of your desk,
a clean surface in the middle of a clean world.

From a small vase, sparkling blue, lift
a yellow pencil, the sharpest of the bouquet,
and cover pages with tiny sentences
like long rows of devoted ants
that followed you in from the woods.

 

*

 

Consiglio agli scrittori

Anche se ti tiene in piedi per tutta la notte,
lava a fondo le pareti e pulisci i pavimenti
dello studio prima di comporre una sillaba.

Pulisci come se il Papa stesse arrivando.
Il candore è nipote dell’ispirazione.

Più pulisci, più brillante
sarà la tua scrittura, e allora non esitare a prendere
per i campi e a sfregare il fondo
dei sassi o spolverare sui rami più alti
della buia foresta i nidi pieni di uova.

Quando ritroverai la strada di casa
e riporrai spugne e spazzole sotto il lavello
vedrai alla luce dell’alba
l’altare immacolato della tua scrivania,
una superficie pulita al centro di un mondo pulito.

Da un vasetto, azzurro splendente, solleva
una matita gialla, la più appuntita del mazzo,
e ricopri pagine di piccole frasi
come lunghe file di fedeli formiche
che ti hanno seguito fin qui dal bosco.

 

A vela, in solitaria, intorno alla stanza (Fazi, 2013), a cura di F. Nasi

Corrado Benigni

corrado benigni
Il giudice

Non c’è colpevolezza senza prova, qui
dove assoluzione e delitto hanno lo stesso movente.
Reato o peccato, siamo tutti parte. Comunque.
Tutto è già stato
e ci chiama,
mentre un giudice impone il suo nome.
Qualcuno completerà il nostro gesto.
Tempo senza voce che scrivi la sentenza;
nulla corregge nulla.
Un vizio di forma forse ci salverà.

 

Tribunale della mente (Interlinea, 2012)

© Foto di Viviana Nicodemo

Francis Jammes

Francis_Jammes
Preghiera per sposare una donna semplice

Mio Dio, fate che colei che potrà esser la mia sposa
sia umile e dolce e diventi per me una tenera amica;
che ci si possa addormentare tenendoci per mano;
ch’ella porti al collo, un po’ nascosta tra i seni,
una catena d’argento con una medaglia:
che la sua carne sia più liscia più tiepida e dorata
della prugna addormentata al declino dell’estate;
ch’ella diventi forte da vegliare sull’anima mia
come un’ape sul sonno di un fiore; e che,
il giorno in cui morrò, mi chiuda gli occhi
e per sola preghiera s’inginocchi,
congiungendo le dita sul mio letto,
con quel rigonfio di dolore che soffoca nel petto.

 

Poesia francese del novecento (Bompiani, 1985), trad. it. V. Accame

Giovanna Rosadini

giovanna-rosadini
Venezia, anni ‘80

Nebbia. Suoni affiorano
dalla quasi indifferenziata opacità
su cui si protende il balcone.
A breve sarò lì, ad affrontare
il giorno, affondata e compresa
in quella compatta rarefazione,
al morbido inseguimento
di echi e vaghi sciabordii.

Odore di acque intorpidite,
intermittenza di slabbrate,
intempestive conversazioni.

 

© Inedito di Giovanna Rosadini

© Foto di Dino Ignani

Antonio Porta

Antonio Porta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cercano di dare un tempo alla morte
poiché non ha dimensioni, è il vero
nostro infinito; così dicono alle ore
10 e 11 minuti ma non è vero
si era visto invece come si preparava
rannicchiandosi nella posizione fetale.
Quando si sedeva in macchina accanto
già prendeva quella posizione: l’auto
come il ventre della madre e via fino all’arrivo.
Quella volta in attesa di una morte in anticamera
ho sentito dire che negli ultimi tre minuti
la sua vita è precipitata nel senza tempo
nell’ultimo eterno minuto i dolori
raggiungono il loro acume, se ne vanno con l’anima.
Ma è un bene essere privati del tempo,
è un furto che genera abbastanza e dona
una pace non sperabile, raggiunta senza speranza
da un istante all’altro la dimensione è solo spazio
mare bianco increspato nella mente spalancata.

 

Yellow (Mondadori, 2002)

Vanna Carlucci

vanna carlucci interno poesia

Io so di poterlo accettare il vuoto,
quest’assenza tutto intorno:
dalla corteccia cariata dal tempo
alla foglia che mi circonda,
l’artiglio della parola:
questo bisturi selvatico che mi contiene
lingue mute del verso
sul pulsare del cielo
con la sua bocca sporta al sole
come un Dio tornato pieno di parole.
È salvezza
questa bestia che mi compete
bagnata di midollo,
sfinito dal grido mortale
di seni vigili alla preghiera
di boschi gonfi di respiro
per un universo addosso
la perla nell’occhio.

 

© Inedito di Vanna Carlucci

Blaga Dimitrova

blaga-dimitrova

Mattino

Era necessario un addio, perché capissi,
che non c’è un addio per noi.

Per sempre porterò in me quest’alba
come segno di bruciatura.
Alzàti sul far del giorno,
partimmo verso l’aeroporto grigio
ed eravamo contenti, perché era così lontano.

La mia ultima parola fu un sorriso.

E sopra di noi sorgeva con l’addio
l’incontro vero e l’amore.

 

da Il mondo in pugno (Sofia, 1962) Trad. it. V. Salvini

Robert Frost

frost

Confidenza con la notte

Io sono uno che ha confidenza con la notte.
Ho fatto nella pioggia la strada avanti e indietro.
Ho oltrepassato l’ultima luce della città.

Sono andato a frugare giù nel vicolo più tetro.
Ho incontrato la guardia nel suo giro
Ed ho abbassato gli occhi, per non spiegare.

Io ho trattenuto il passo e il mio respiro
Quando da molto lontano un grido strozzato
Giungeva oltre le case da un’altra strada,

Ma non per richiamarmi o dirmi un commiato;
E ancora più lontano, a un’incredibile altezza,
Sullo sfondo del cielo un orologio illuminato

Proclamava che il tempo non era giusto, né errato.
Io sono uno che ha confidenza con la notte.

 

Conoscenza della notte e altre poesie (Mondadori, 1995), trad. it. G. Giudici