Wallace Stevens

wallace stevens
The Emperor of Ice-Cream

Call the roller of big cigars,
The muscular one, and bid him whip
In kitchen cups concupiscent curds.
Let the wenches dawdle in such dress
As they are used to wear, and let the boys
Bring flowers in last month’s newspapers.
Let be be finale of seem.
The only emperor is the emperor of ice-cream.

Take from the dresser of deal.
Lacking the three glass knobs, that sheet
On which she embroidered fantails once
And spread it so as to cover her face.
If her horny feet protrude, they come
To show how cold she is, and dumb.
Let the lamp affix its beam.
The only emperor is the emperor of ice-cream.

 

From: The Collected Poems of Wallace Stevens (Vintage Books, New York, 1982)

*

L’imperatore del gelato

Chiama quel nerboruto, l’arrotolatore
di grossi sigari e digli di montare
in tazze da cucina panne concupiscenti.
Si gingillino le fanciulle nelle vesti
consuete e portino i ragazzi
fiori avvolti in giornali vecchi di un mese.
Fa’ che l’essenza sia fine all’apparenza
Il solo imperatore è l’imperatore del gelato.

Togli dal comò d’abete povero,
senza i tre pomelli di vetro, quel lenzuolo
su cui un tempo lei ricamò colombe
e stendilo fino a coprirle il viso.
Se le spuntano i piedi callosi, sarà
per rivelare quanto è fredda, e muta.
Fa’ che la lampada proietti il suo raggio
Il solo imperatore è l’imperatore del gelato.

 

© Traduzione italiana di Andrea Sirotti

Un commento su “Wallace Stevens

Rispondi