Mascha Kaléko

kaleko

 

Rassegnazione per principianti

Tu non cercare nulla. Non c’è niente da trovare,
Niente da capire. Accontentati.
Quando verrà il loro tempo fioriranno i tigli
Sopra la tomba scavata di fresco.

Quando verrà il suo tempo si dissiperà il buio,
Scintillerà la luce rinata.
Niente è concluso, tutto continua.
E tu sarai allegro. O forse no.

Tra sparire e ricominciare
L’impossibile accade.
Come e perché non è stato svelato.
Suona nuova al principiante l’antichissima melodia.

Per cercare il senso profondo, non sprofondare.
Tu non cercare. Così lo troverai.

 

da Poesia n. 287, Novembre 2013 (trad. it. Francesca Goll)

Jean-Charles Vegliante

Jean-Charles Vegliante

 

Messaggera del basso

Quanto tempo c’è voluto
per formare quest’albero
delicato di nervi,
questa velocità d’antenne
di cui soffri,
da cui prendi piacere?
Bastano una manciata di parole,
una raffica imprevista
a distruggere tutto!
Averlo pensato
mi fa paura – eppure
ti so fuori di me
lontano dai miei occhi senza
pietà, mai, come in una
eterna giovinezza

senza pietà, mai
fuori portata
e quanto vulnerabile…
Non dici niente, mi condanni
a cercare la scossa, il crollo, il volo.

 

Nel lutto della luce (Einaudi, 2004), trad. it. G. Raboni

Valerio Grutt

grutt interno poesia

 

A Beatrice, un anno

 

A guardarla oggi, dal sorriso,
l’alba degli occhi, il lanciarsi
tra le braccia della nonna
e degli zii, sarà aperta
all’avventura dell’essere.
Forse una che aspetta i treni per amore
che prende le mani di chi soffre
costruisce pozzi e ospedali
o un avvocato a testa alta
che sfonda le barricate dei giorni.
Sarà sveglia, farà arcobaleni
con le mani, spenderà il cuore
nelle invenzioni. Scriverà poesie?
Leggerà gli oroscopi?
O sarà una signorina accesa
nel giro di feste e auto
e poi una moglie, una madre
che stringe i figli in abbracci d’albero
mettendo frutto di ogni sguardo.
Qualsiasi cosa sarà, avrà lo slancio
della luce che accende i campi
dai finestrini dei treni, la gioia
delle partenze e dei ritorni
la curiosità del conoscere e del dare.
Qualsiasi cosa sarà, per me, il fiore
più alto, il canto, la felicità che passa rapida
in questo pianeta d’acqua.

 

© Inedito di Valerio Grutt

Maurizio Cucchi

maurizio_cucchi

 

Il magone

Se mi guardi bene sto già pensando
al giorno non lontano in cui dovrò sgomberare la mia roba da qui
per portare tutto nell’altra casa.
I libri e il pianoforte che ancora non ho imparato a suonare.

E già premedito l’inevitabile magone di cui
potrò dirmi che è la mia parte migliore.

E il pacco, che scarti mentre dici
“qui c’è il pigiama nuovo che ti ho preso per la dote”…
Di dietro agli occhi tanto per cambiare
sento la lacrima che sale, ma questa volta
ce la faccio e mi trattengo. Non è questione
d’essere mammone, è che lo spettro
della solitudine ormai doppia (non mia)… e quella musica
alla radio della domenica nel primo pomeriggio confessa
e stabilisce la quantità della pena. E qui

di fare il bravo il duro di giocare d’ironia
per non sentirsi dentro
straziare dalla commozione questione…
… questione non è più ti dico.

 

Il disperso (Guanda, 1994)

Foto di Dino Ignani

María Victoria Atencia

Maria-Victoria-Atencia

 

Maturazione

Ormai tutto è maturo. Sono fatta,
donna mi riconosco e pianto in terra
profonda la radice, tendo in volo
il ramo, certo in te, del suo raccolto.

Come cresce quel ramo e quanto dritto!
Sul mio tronco tutto oggi è un solo anelito
di vivere e ancor vivere: al cielo,
eretta in verticale, come freccia

lanciata nella nube. Così eretta
che la tua voce ha appreso la destrezza
di aprirla sorridente e tutta in fiore.

M’agita la tua voce. Per lei sento
che il mio ramo curvato si raddrizza
e il frutto di mia voce cresce al vento.

 

Poesia spagnola del secondo novecento (Vallecchi, 1998), a cura di F. Luti

Nazim Hikmet

Nazım-Hikmet

 

Ti amo come se mangiassi il pane spruzzandolo di sale
come se alzandomi la notte bruciante di febbre
bevessi l’acqua con le labbra sul rubinetto
ti amo come guardo il pesante sacco della posta
non so che cosa contenga e da chi
pieno di gioia pieno di sospetto agitato
ti amo come se sorvolassi il mare per la prima volta in aereo
ti amo come qualche cosa che si muove in me
quando il crepuscolo scende su Istanbul poco a poco
ti amo come se dicessi Dio sia lodato son vivo.

 

Poesie d’amore (Mondadori, 2002), trad. it. J. Lussu, V. Mucci

Mario De Santis

mario de santis

 

Quasi a quest’ora tutti i giorni
il sogno di Milano si fa rosa di smalto
atroce ed isolato. Qui l’acqua era la forma
del futuro annunciato e irripetibile;
e ancora, tuttavia, c’è un salto più assoluto
nei vuoti che si formano tra file di piccioni
inermi e neri: tra loro gli spettri, gli assenti, i sepolti
ad armare quadrilateri, fortezze in polvere
dissoluzioni ostili. E la piazza così muore perfetta
piena ed invisibile, col sangue a trattenere i nomi.

Tra lo squilibrio del coma e il grembo nasce l’adorazione
per chi non sarà mai. E resta quest’ora presente,
di caduti, scomparsi, mai arrivati, mai nati
una sentenza che somma le pozze della pioggia
a gemme d’ansia. Qui prende forma la patria
che ha solo presente e non sarà
che questo vago orientamento di passanti.
Da qui, nessuno dopo noi, da qui
la nostra corsa salta l’ ombra,
si chiude ogni immediata lievità.
La storia diventa in un istante dubbio
e qui si vedono di noi
quei volti di vertigine, aperti all’aria opaca
che non avranno somiglianze.

Funerali
15 dicembre 1969
15 aprile 2015

© Inedito di Mario De Santis

Carol Ann Duffy

Carol-Anne-Duffy-

 

Drams
Goccetti


The snow melt early,
meeting river and valley,
greeting the barley.

Neve già sciolta,
incontra fiume e valle,
saluta l’orzo.



In Glen Strathfarrar
a stag dips to the river
where rainclouds gather.

In Glen Strathfarrar
un cervo beve al fiume
tra nubi nere.



Dawn, offered again,
and heather sweetens the air.
I sip at nothing.

Alba ancor s’offre,
aria dolce d’erica.
Sorseggio il nulla.



A cut-glass tumbler,
himself splashing the amber …
now I remember.

Bicchiere inciso,
lui che sciaborda l’ambra…
ora ricordo.



Beautiful hollow
by the broad bay; safe haven;
their Gaelic namings.

All’ampia baia
bella conca, riparo;
celtici i nomi.



It was Talisker
on your lips, peppery, sweet,
I tasted, kisser.

Sulle tue labbra
Talisker: baci dolci,
pepati, gustai.



Under the table
she drank him, my grandmother,
Irish to his Scotch.

Sotto il tavolo
lo beveva mia nonna,
Irlanda allo Scotch!



Barley, water, peat,
weather, landscape, history;
malted, swallowed neat.

Orzo acqua torba,
tempo paesaggio storia;
tracanno il malto.



Out on my Orkney’s boats,
spicy, heather-honey notes
into our glad throats.

Alle Orcadi,
note di spezie e miele
in liete gole.



Allt Dour Burn’s water –
pure as delight, light’s lover –
burn of the otter.

Acqua dell’Aldour –
luce, delizia pura –
rio della lontra (1).



The gift to noses –
bog myrtle, aniseed, hay,
attar of roses.

Doni odorosi –
mirto, anice e fieno,
nettar di rose.



Empty sherry casks,
whisky – sublime accident –
a Spanish accent.

Botti di sherry,
il whisky – bella sorte –
parla spagnolo.



Drams with a brother
and doubles with another…
blether then bother.

Con un fratello
un goccio. E con un altro…
blatero e taccio.



The perfume of place,
seaweed scent on peaty air,
heather dabbed with rain.

Aroma loci,
sentore d’alghe in aria,
erica e pioggia.



With Imlah, Lochhead,
Dunn, Jamie, Paterson, Kay,
Morgan, with McCaig.

Con Imlah, Lochhead,
Dunn, Jamie, Paterson, Kay,
Morgan, con McCaig (2).



Not prose, poetry;
crescendo of mouth music;
not white wine, whisky.

Poesia non prosa;
musica della bocca;
non vino, whisky.



Eight bolls of malt, to
Friar John Cor, wherewith to
make aquavitae.

Otto bocce di
malto a fra’ John Cor, con cui
fare acqueviti (3).



A recurring dream:
men in hats taking a dram
on her coffin lid.

Sogno frequente:
tizi in lutto bevono
sulla sua bara



The sad flit from here
to English soil, English air,
from whisky to beer.

Triste trasferta
a terra ed aria inglesi:
da whisky a birra.



For joy, grief, trauma,
for the newly-wed, the dead –
bitter-sweet water.

Per sposi e morti,
gioie, dolori e traumi –
acqua agrodolce.



A quaich, Highland Park;
our shared sips in the gloaming
by the breathing loch.

Coppa a Highland Park;
sorsi insieme la sera
al soffio del loch.



The unfinished dram
on the hospice side-table
as the sun came up.

Resti di un goccio
al letto dell’ospizio;
sorgeva il sole.



What the heron saw,
the homesick salmon’s shadow,
shy in this whisky.

Ciò che l’airone
vide: triste salmone
ombra è nel whisky.

1 Allt Dour burn (anglicizzato in Alldour), in gaelico significa «torrente della lontra» dalle cui acque si ricava il whisky Blair Athol.
2 Poeti scozzesi contemporanei.
3 Registrato nel Exchequer Rolls del 1494, è il primo documento attestato sulla distillazione del malto in Scozia.

Le api (Le Lettere, 2014), a cura di Giorgia Sensi e Andrea Sirotti

Luca Minola

luca minola interno poesia

 

Vorrei riferirti le cose:
il punto, le soluzioni, l’apertura improvvisa
dopo la strada maestra e quanti sono e fingono di essere.
Quanti vorrebbero segnarsi i modi:
chi si aggiusta l’abito, chi tace silenzioso
con il suo coltello, chi rantola,
chi preme.

 

© Inedito di Luca Minola

Jorge Luis Borges

borges-a

 

Dimenticando un sogno

Nell’alba dubitante ho avuto un sogno.
So che nel sogno c’erano più porte.
Il resto l’ho perduto. Il mio risveglio
ha lasciato svanire stamattina
quella favola intima che adesso
è più inafferrabile dell’ombra
di Tiresia o di Ur dei Caldei
o dei corollari di Spinoza.
Ho passato la vita decifrando
i dogmi che avventurarono i filosofi.
È noto che in Irlanda un uomo disse
che l’attenzione di Dio, che mai dorme,
raccoglie eternamente ogni sogno
ogni vuoto giardino ed ogni lacrima.
Continua il dubbio e la penombra cresce.
Se sapessi che è stato di quel sogno
che sognai, o che sogno aver sognato,
saprei tutte le cose.

 

da La cifra (Mondadori, 1982), trad. it. D. Porzio