Edoardo Sanguineti

Edoardo_Sanguineti

 

Ballata dell’automa

che cosa è l’uomo? dove cerchi i suoi segni?
è il barometro, l’architettura barocca, il fazzoletto:
non c’era il pane, nemmeno, una volta,
né i tarocchi, né i fotoromanzi, né il letto:

che cosa è l’uomo? dove sta la sua storia?
è la cornice, il cavallo a dondolo, la radio:
è la sua vita tutte queste cose,
il calendario, l’agopuntura, lo stadio:

che cosa è l’uomo? dove poi te lo trovi?
è il gelato alla vaniglia, l’enciclopedia, gli stivali:
dove era un niente, sta un significato,
per le api le arnie, e per gli occhi gli occhiali:

che cosa è l’uomo? dove sta la sua anima?
è il teorema di Pitagora, la chitarra, il giornale:
vedi la vanga, le tenaglie, la biro,
che fanno il mondo che ti è naturale:

sciogli il tuo braccio, che hai tanto sudato,
e lungo è il tempo che ti hanno sfruttato:
quando un automa ci avrà faticato,
può incominciarci anche l’uomo umanato:

 

Senzatitolo (Feltrinelli, 1992)

0 commenti su “Edoardo Sanguineti

  1. Parlare di Edoardo Sanguineti, leggere una sua poesia, mi fa uno strano effetto come se si parlasse di un grande autore classico, nella locuzione più nobile ma quasi con un’aura di “lontananza” cosa contraria alla contemporaneità della sua poesia. L’impressione è del tutto personale come il coinvolgimento emotivo che subisco, sempre, alla sua lettura.Bisogna comunque ammettere che molto c’entra con la nostra distrazione e conseguente “bis-trazione” che operiamo con i nostri grandi poeti, VIVA Sanguineti !!!!

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