Alessandro Salvi

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Io vi parlo da questa
inospitale zona del sentire.
Sì, questo scrivere pare mi annienti
a poco a poco, ma
mentre mi invento un vivere migliore
m’abituo a questo fuoco con cui gioco
da tempo ormai. Noi siamo solo ostaggi
del provvisorio.
Non è una fuga nell’irrazionale
bensì si tratta solo di guardare
l’invisibile che si spoglia e addita
lì dove vita e morte si coagulano
in un tutt’uno.
Io dentro queste parole ci vivo.
E muoio, a volte.
In quest’antro mi nascondo,
venite a prendermi se ci riuscite.

 

da Santuario del transitorio (L’arcolaio, 2014)

Foto di Sebastijan Vojvoda

0 commenti su “Alessandro Salvi

  1. Ogni poeta ha un angolo di mondo proprio, inarrivabile. A volte é possibile arrivare vicino, ma a un tiro di schioppo le ombre diventano quinte, le quinte diventano un labirinto e…si viene chiusi fuori …
    Questa é una vera poesia, perché enuncia una verità.
    Alessandro sembra farci un invito “venite a prendermi”, in realtà sta lanciando una sfida, consapevole che sarà vincitore. Ancora una volta.
    Molto apprezzata.

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