Iosif Brodskij

Brodskij

 

1° Gennaio 1965

I Magi scorderanno il tuo indirizzo.
Non brilleranno stelle sul tuo capo.
E solo del vento il rauco ululato
avvertirai come nei tempi andati.
Leverai l’ombra dalle spalle stanche
spegnendo la candela prima di coricarti
giacché sono più giorni che candele
quello che ci promette il calendario.

Cos’è questa? Tristezza? Chissà, forse.
Un motivo che conosci a memoria.
Che sempre si ripete. E sia.
Che continui così.
E risuoni anche nell’ora estrema,
come la gratitudine degli occhi
e delle labbra per ciò che qualche volta
ci costringe a guardare lontano.

E fissando in silenzio il soffitto,
perché visibilmente la calza resta vuota,
capirai che tanta avarizia è solo indizio
del diventare vecchio.
È tardi ormai per credere ai prodigi.
E sollevando lo sguardo al firmamento
scoprirai sul momento che proprio tu
sei un dono sincero.

 

da Poesie di Natale (Adelphi, 2004), trad. it. A. Raffetto

6 commenti su “Iosif Brodskij

  1. Penso anch’io che se la calza resta vuota, l’avarizia è l’indizio del diventare vecchio. Ecco perchè qui da me ho voluto fermare il tempo e il giorno della befana anche se i figli sono grandi d’età, far loro trovare la calza sempre piena, anche di cose stupide ma comunque piena. Buon anno di cuore. Isabella

Rispondi